Il 9 ottobre  ore 21

un appuntamento eccezionale: Luigi Dadina presenta in Bottega

I FATTI - L’aria infiammabile delle paludi di e con Luigi Dadina e Francesco Giampaoli. Prefazione e post fazione di Renata Molinari.

Una ballata blues. Due sgabelli, un narratore, Luigi Dadina, e un bassista, Francesco Giampaoli. Musica e voce per tessere un racconto, fuori e dentro la biografia del narratore, storia di avvenimenti reali o immaginati, oppure semplicemente sognati, che una volta raccontati acquistano lo spessore della verità, diventando più veri del vero. Presentazione


Via Farini 23, ore 21. Ingresso libero – con tessera dell’associazione – fino ad esaurimento dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria.

 

2016

6 SETTEMBRE ORE 21

 IL TEATRO DEI MESSAGGERI, primo appuntamento  con il progetto di Massimiliano Speziani dedicato alla figura e alle funzioni del messaggeri nel nostro teatro. In questo primo incontro, in dialogo con Renata M. Molinari, l’attore percorrerà alcuni passaggi chiave di questa ricerca, con letture e snodi di una esemplare biografia teatrale. Un dialogo dalla tradizione per aprire porte sul presente.    

 

 30 SETTEMBRE ORE 21:

SOGNI DI TEATRO

Una visita guidata fra i sogni del teatro e dei suoi artefici a cura di Renata M. Molinari

Una biblioteca dedicata allo spettacolo è piena di sogni.

Da La vita è sogno di Calderón de la Barca a Sognidi Akira Kurosawa, lo spettacolo ci ripete col Mago Prospero della Tempesta di William Shakespeare che

Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni

e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

Sogni che attraversano tutta la storia del teatro dall’antica Grecia fino al sogno Americano da Tennessee Williams ad Arthur Miller e oltre, e ancora in Europa, rimbalzando sugli schermi, e da lì fino a noi….


29 SETTEMBRE ORE 21:

SANTI IN SOGNO
racconti, dialoghi, ricordi sul mondo dei sogni
in occasione della festa di san Michele, 29 settembre 2016, ore 17 La Bottega dello Sguardo, via Farini 23
a cura di Paola Bigatto

San Michele ha l'abitudine di apparire in sogno ai fedeli, per guidarli e renderli messaggeri della sua parola. Ma non è il solo: angeli e santi appaiono durante il sonno, nel Vangelo e nei racconti popolari, per ispirare all'azione o dare consigli. E  noi? Abbiamo mai trovato soluzioni a problemi, risposte a domande, orientamenti di vita attraverso un sogno eloquente? Le letture e i racconti più avvincenti e suggestivi delle storie dei santi, da Giacobbe a san Giuseppe, dall' arcangelo Michele a san Giovanni Bosco - si intrecceranno con le storie dei partecipanti, attraverso racconti di famiglia, leggende popolari, sulle tracce dei messaggeri celesti.

 

18 OTTOBRE ORE 21

Eleonora Duse: la casa delle attrici 


Laura Mariani racconta, fra documenti, immagini e riflessioni, lo straordinario progetto di Eleonora Duse per dare a ogni attrice “una stanza tutta per sé"
Il 28 maggio 1914 Eleonora Duse inaugurò a Roma la Biblioteca delle attrici, uno spazio accogliente dove le giovani artiste potessero abbandonarsi ai piaceri della lettura e assistere a qualche evento d’arte, dove potessero istruirsi e rilassarsi, incontrarsi e dialogare, uomini e donne. Fu un bel sogno, che comportò notevoli fatiche fisiche oltre a investimenti economici, e si risolse in una delusione ancor più grande. Le attrici non risposero all’appello e sopraggiunsero avvenimenti di portata eccezionale: il terribile terremoto di Avezzano del gennaio 1915 e lo scoppio della prima guerra mondiale.

 

11 NOVEMBRE ORE 21

Le Buone Pratiche del Teatro: una banca delle idee per il teatro italiano

Oliviero Ponte di Pino racconta l’evoluzione delle nostre scene dal punto di vista dell’economia e della politica dello spettacolo: tradizione e innovazione a confronto, per gli addetti ai lavori e per chi vuole saperne di più sulla vita materiale del teatro.

 

21 NOVEMBRE ORE 21

Adelmo e Elena Bucci

Dialogo fra un padre ”matto” di cinema e una figlia con la passione del teatro. Prima tappa di una ricognizione sui luoghi e i modi (e sui protagonisti!) della rappresentazione nel nostro territorio. 

 

8 Dicembre 2016 ore 16

Asta dell’Immacolata

La Bottega dello Sguardo espone, illustra e mette all'asta i suoi doppi d'autore, libri, edizioni fuori commercio, riviste d'epoca, manifesti, gadget, curiosità...
Un'occasione per avvicinarsi alla Biblioteca e al Teatro in maniera divertente e partecipata.
Un'occasione da non perdere per gli appassionati, i cultori della materia, i curiosi...
Battitore d'eccezione GIUSEPPE BATTISTON e la partecipazione di ospiti a sorpresa!

 

10 dicembre, ore 21.

La Notte Santa: happening natalizio (e non)*

Paola Bigatto guida gli spettatori-partecipanti in un happening poetico che vuole essere

un omaggio a Guido Gozzano nel centenario della morte, con un ringraziamento alla cultura ebraica e al Corano.

 

2017

Sabato 14 gennaio, ore 17.30. 

Verdi e Shakespeare: dalla rappresentazione all’autobiografia. 
Incontro con Gerardo Guccini

Gerardo Guccini ci condurrà attraverso tre grandi opere - Macbeth, Otello, Falstaff – a percorrere il viaggio del Maestro nel mondo shakeaspeariano.

Per Verdi Shakespeare fu un punto di riferimento essenziale in base al quale importare all’interno dell’opera la complessità del personaggio, la drammaticità dell’interpretazione teatrale, le inflessioni e le intenzioni stesse del parlato.

Macbeth è il momento più evidente di questo rapporto fra il teatro operistico e un teatro shakespeariano sospeso fra la dimensione della lettura e l’evidenza della rappresentazione scenica.

Ma anche nel Rigoletto si nascondono parti dell’incompiuto Re Lear, un’opera alla quale Verdi lavorò per anni. Diversa invece è la posizione di Otello e Falstaff.

A queste opere Verdi perviene con la mediazione di Arrigo Boito che, vincendo le resistenze del Maestro, compose i due libretti immedesimandosi nello stesso Verdi.
Boito cioè vide le vicende del Moro e di Falstaff con gli occhi del compositore che si rispecchiò nei testi del librettista, musicando – a tratti – se stesso. 

 

Lunedì 27 febbraio, ore 21.

Le TROIANE di Thierry Salmon, raccontate da Maria Grazia Mandruzzato e Renata Molinari.

Le Troiane di Euripide
Nella realizzazione di Thierry Salmon
Musiche e direzione del coro di Giovanna Marini
Orestiadi di Gibellina, 1988

“E’ uno degli spettacoli migliori degli ultimi anni, forse addirittura del decennio. Ma certo la compressione emotiva, il dolore tangibile, la pietà che avvolgono queste Troiane di Euripide, realizzate dal giovanissimo regista belga Thierry Salmon, sono un avvenimento unico che mette a nudo, spietatamente, le capacità di soffrire e di sentire dello spettatore.” (Pier Vittorio Tondelli, Un weekend postmoderno) 
https://books.google.it/books?id=f-igDQAAQBAJ&pg=PT237&lpg=PT237&dq=tondelli+le+troiane&source=bl&ots=cpCnAYBQK2&sig=Ri5mvfhEq-K-5GHAhiwPo22i9I4&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiAxLCUpJTSAhXmFZoKHRFgDSgQ6AEILDAC#v=onepage&q=tondelli%20le%20troiane&f=false

Il Progetto delle Troiane di Thierry Salmon parte da Gibellina, in uno scenario dove le tracce ancora visibili del terremoto evocano immediatamente lo spopolamento di Troia e insieme l’indomita volontà di vita che guida i sopravissuti di ogni distruzione.

Da Gibellina il regista, preceduto e accompagnato da Giovanna Marini e dai suoi canti, ha incontrato a Napoli, Amburgo, Avignone, diversi gruppi di attrici/cantanti che hanno dato vita a tre episodi diversi, con la drammaturgia di Renata Molinari: La casa di Priamo, Lo scudo di Ettore, La tomba di Achille. Poi le 34 attrici si sono ritrovate, dopo otto mesi di lavoro, a Gibellina, per dare vita allo spettacolo finale, in greco antico, con le voci e le ritualità del mediterraneo e delle sue memorie.
https://youtu.be/-rMy7EOh7YE

“La versione finale de Le Troiane arriva dunque a Gibellina come la sintesi di un tracciato creativo che raddoppia il tema stesso della tragedia: quello di un' unità ritrovata fra partenze, separazioni, incontri con gente lontana lungo la traiettoria di una dolorosa diaspora.” (N.G.)

Da Gibellina, lo spettacolo si è spostato a Bruxelles, a Barcellona – in spazi non teatrali - e a Milano nel Teatro dell’Arte, chiuso per ristrutturazione, e usato proprio nel suo stato di abbandono.

“Appena si entra nel teatro, ci si trova immersi nel dramma – scriverà Pier Vittorio Tondelli: figure di donne che attendono sulle gradinate, sparse a gruppi, riunite a coppie o isolate come Elena. Il silenzio è irreale.”

“Non ho mai visto una rappresentazione così bella e forte e virile della femminilità … la femminilità come il valore più alto dell’umano. Sono loro che danno la vita e che seppelliscono i morti.”

“…questo, al di là del piacere estetico, è stato il dono più bello e più concreto dello spettacolo: farci risentire, in modo epico, la nostra precarietà e la nostra inestinguibile capacità di amare.”

 

Giovedi 16 Marzo, ore 21.

Il teatro Politttttttico delle Albe.



(foto Maria Mulas)


Nell’aprile del 1987, le Albe di Verhaeren accompagnano lo spettacolo I brandelli della Cina che abbiamo in testa, con una nota manoscritta: “Breve nota delle Albe sulle Albe stesse”. Qui la poetica del gruppo si fa manifesto, qui si parla di TEATRO DI CARNE, TEATRO IN-CANTATO, TEATRO DI SCRITTURA, qui, per la prima volta, a proposito del proprio fare, le Albe parlano di un Pensiero Poeticamente POLITTTTTTTICO!

In calce alla nota, i giovani artisti delle Albe si chiedono: “Perché Politttttttico?”, e azzardano sette possibili risposte. Domanda e risposte continuano a lavorare nella dialettica della ricerca teatrale italiana, e non solo.

Quel documento compie oggi 30 anni, quel giovane gruppo romagnolo è diventato e continua ad essere un riferimento per la ricerca teatrale in Italia, quasi un padre nobile del Nuovo Teatro. I sui progetti e le sue visioni hanno conquistato il mondo; ma soprattutto la polittttttticità delle Albe è diventata un chiamata all’arte per nuove generazioni che si affacciano al teatro, per una scrittura sempre più incisiva, per un teatro di carne distillato in voce, per incursioni ardite nel reale anche degradato del nostro presente. Di questo ci parleranno Marco Martinelli e Ermanna Montanari nel nostro incontro in bottega.

L’incontro è anche un’occasione per festeggiare il ritorno delle Albe a Bagnacavallo, dove a metà degli anni Ottanta questi artisti erano di casa e – come scriveva Marco Martinelli- “La stagione del Goldoni [era] diventata un punto di riferimento del nuovo teatro in Regione”.

 

I FONDAMENTI DEL TEATRO.
Venerdì 21 Aprile, ore 21.

In quanti modi si può scrivere per il teatro?

 Come un testo diventa carne e vita in scena grazie agli attori, che rendono azione, pensiero, visione, sentimenti le immaginazioni degli autori? 

 Che rapporto abbiamo oggi con i messaggi nella bottiglia lasciati dai cosiddetti “classici”, lettere nere su fogli bianchi, antenati, fantasmi, che devono tornare a palpitare di un’esistenza più vera di quella reale?

 Che cosa fa il regista: deve rispettare, interpretare, mettere in scena, mettere in vita un testo? 

 Come si inventano gli spazi della condivisione teatrale e come il teatro muta gli spazi che adopera?

 

I fondamenti del teatro sono incontri per gli spettatori per entrare nella fucina meravigliosa dell’arte teatrale. Sono stati condotti da Massimo Marino presso il teatro Rasi, con l’intervento di altri critici e studiosi, con il confronto con attori e registi. 

(Foto di Stefano Vaja - "Hamlice", Compagnia della Fortezza)

21 aprile, ore 21: I fondamenti del teatro si spostano in via Farini 23 a Bagnacavallo, presso «La bottega dello sguardo», la biblioteca fondata da Renata Molinari.

 

Partecipa Renata Molinari, studiosa e drammaturga, che introduce ai segreti della sua biblioteca-bottega 

Massimo Marino è saggista e critico teatrale. Scrive per la pagina culturale del “Corriere della Sera” edizione di Bologna e per riviste e pubblicazioni specializzate. È il critico teatrale del settimanale “Left”. Si occupa di problemi del teatro contemporaneo, di temi legati alla critica sui nuovi media, di attualità letteraria e culturale. Conduce laboratori di critica teatrale.

 Tra le sue pubblicazioni: Lo sguardo che racconta. Un laboratorio di critica teatrale, Carocci, Roma 2004 e Teatro delle Ariette, Tititvillus, 2017. Cura il blog Controscene, http://controscene.corrieredibologna.corriere.it; coordina la sezione “Teatro” della rivista www.doppiozero.com.

 


CORSO DI SCRITTURA.

22-25 Aprile, Via Farini 23.
Teatri da abitare, teatri da raccontare. Percorsi didattici guidati da Renata M. Molinari. Si tratta di mettersi in cammino dentro gli spazi teatrali del nostro territorio, osservarli, percorrerli, abitarli, raccontarli.

E' già stato raggiunto il numero massimo di 15 partecipanti. La Bottega prevede di organizzare due Workshop di avviamento alla scrittura entro Settembre. Gli orari e le date saranno definiti tenendo conto delle richieste degli interessati.
Per info, adesioni e prenotazioni scrivere a: info@labottegadellosguardo.it

 

Domenica 14 Maggio la Bottega ha ospitato i percorsi di  Meraviglie Segrete  e di Pedalêda cun la magnêda longa. La giornataè stata chiusa inoltre, con un evento performativo:

Omaggio a Shahrazad e ai racconti che salvano la vita

guidato da Maria Grazia Mandruzzato

 Domenica 14 maggio, ore 18.


 

Alla riscoperta del piacere di ascoltare e di narrare

 “Le mille e una notte” è una vasta antologia di racconti di autori ignoti di origine persiana, araba e indiana, redatta nel corso di svariati secoli e composta di fiabe, aneddoti, poesie e leggende di tradizione orale.

 Inizia come una tragedia, una tragedia di tradimento e vendetta omicida che oppone uomini e donne.

 Il sultano Shahriyar, scoperta l’infedeltà della moglie, le taglia la testa e decide di prendere ogni sera una nuova sposa e farla uccidere il giorno seguente.

 Benché conosca le intenzioni del sultano, Shahrazad accetta di sposarlo, decide di sacrificarsi e affrontarlo.

 Ha un piano che si rivela vincente, dato che sopravvive: intesse, la prima notte, l’incanto di una storia che cattura il re abbastanza da volerne ascoltare un’altra.

 Con questo stratagemma, Shahrazad riesce a incatenare l’attenzione di Shahriyar, per mille e una notte.

Un anno di attività.

Il 4 giugno abbiamo festeggiato il primo anno di attività della bottega. Grazie a tutti per aver partecipato e sostenuto le nostre iniziative. E per aver festeggiato con noi. Ringraziamo anche chi non era presente, ma ci fatto arrivare il calore della sua adesione. Non ci resta che andare avanti, con voi e con quanti vorranno unirsi per i prossimi appuntamenti!

 

Servire il pubblico – al massimo rispettoso impegno

Bagnacavallo, Chiostro delle Cappuccine, giovedì 29 giugno, ore 21

 Per l’appuntamento di giugno la Bottega si trasferisce nel Chiostro delle Cappuccine, per la prima apertura pubblica del progetto “Teatro e Teatranti del nostro territorio”, avviato in collaborazione con Biblioteca e Archivio Storico Comunale di Bagnacavallo. Abbiamo lavorato su testi e documenti dall’Archivio della Società Filodrammatica Tommaso Garzoni di Bagnacavallo, per restituire uno spaccato della funzione civile del Teatro nel secondo Ottocento. E’ nata così una serata a più voci:

 



 Grazie agli attori che generosamente si sono messi al servizio dell’impresa – e della Bottega! – a Patrizia Carroli che ci ha introdotti ai segreti e ai tesori dell’Archivio Storico, e a noi tutti, prima della meritata pausa estiva.

 

 

  

 • Teatro e libertà d’espressione: quattro appuntamenti per San Michele 2017

 

 Il teatro, ogni forma di “spettacolo dal vivo”, si confronta quotidianamente, per sua natura e statuto, con le condizioni di vita della società in cui opera. Per questo è più soggetto di altre arti al confronto anche duro con la censura, sul piano dei contenuti, del linguaggio, delle condizioni stesse della sua fruizione. Ma per questi stessi motivi il teatro è in primo piano nell’inventare strategie espressive, modalità di incontro col pubblico, e di organizzazione del lavoro, in grado di contrastare ogni tentativo di imbrigliare la propria libertà espressiva. Non solo: nei momenti di crisi, di trasformazione della società, di oppressione, il teatro sa farsi elemento trainante per forme di resistenza culturale e sociale, di consolidamento dei valori comunitari e dell’impegno civile ad essi legati. Nei momenti di più profonda trasformazione ha saputo farsi avanguardia ed elemento trainante, realizzando e celebrando prototipi di liberazioni future. 

 

 

La Bottega apre la propria biblioteca per documentare esempi e forme diverse di questo complesso rapporto fra il teatro e il suo presente: visite guidate fra i testi della biblioteca, conferenze e letture sul rapporto fra libertà d’espressione e azione teatrale. In particolare sono previsti quattro incontri a tema, con la guida e la partecipazione di Paola Bigatto, Renata Molinari, Carla Pollastrelli e Massimiliano Speziani.

 

 

 Il teatro e il sogno della rivoluzione

 

Gli attori e il teatro hanno animato il nostro Risorgimento: basti pensare a Gustavo Modena e al Viva Verdi caro ai ai patrioti. Ma gli attori avevano già segnato le feste della Rivoluzione Francese. Nel Novecento il sogno della rivoluzione spesso si è nutrito di pensiero e azioni teatrali, dal futuro sognato da Majakovskij e dalla generazione della Rivoluzione d’Ottobre, fino al nomadismo politico del Living fra America, Europa e Sud America. Un sogno lungo un secolo, che ha visto tante “meglio gioventù” dissipare i propri poeti e assistere impotenti al sacrificio dei maestri, come è accaduto con Mejerch’old.

Giovedì 28 settembre, ore 21 

 

 

Dal teatro politico alla narrazione civile
Dal grande progetto di Piscator, nella Germania degli anni 20, alla teoria ( e ai testi) di Brecht, fino al Manifesto di apertura del Piccolo teatro di Milano e alla narrazione civile di Marco Paolini, passando per il Nobel Dario Fo. Cosa accade quando il teatro affronta direttamente l’impegno politico e ne fa materia del suo stesso dire?

 Venerdì 29 settembre, ore 21

 

 

 L’autonomia dell’arte e la censura

L’autonomia dell’arte e i manifesti degli artisti nei regimi totalitari e nella omologazione della globalizzazione (Grotowski, Kantor, Pinter e Pasolini). Artisti diversi, momenti politici diversi, strategie e poetiche a volte lontanissime, ma uno stesso impegno: restare fedeli alle esigenze della propria arte e alla visione dell’uomo che in essa è racchiusa.

 Sabato 30 settembre, ore 21

 

Il teatro come luogo di resistenza
La vita nel teatro, ancor prima che l’opera sulla scena, permette di sperimentare altre forme di produzione, altre relazioni vitali, altri modi di pensarsi al mondo. Il nostro omaggio alla libertà d’espressione del teatro si conclude con il Manifesto per un teatro clandestino di Antonio Neiwiller e con le pratiche di Thierry Salmon, convinto che il teatro è “un luogo di resistenza” dove le relazioni, il rapporto fra personale e politico, fra io e noi, permette di sperimentare “un altro modo di vivere”. Gli fa eco a distanza Peter Brook: “Un modo di vivere è anche un modo per vivere”. 

Domenica, 1 ottobre, ore 17

 

 

 

OMAGGIO A ETTORE SCOLA

27 ottobre 2017, ore 21, via Farini 23.


a cura di Cinemovel Foundation

Un piccolo quaderno per un grande Maestro: il primo cimento editoriale della Bottega dello Sguardo. Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri, affiancati dai compagni di Cinemovel, raccontano il loro rapporto con il regista che è stato Presidente Onorario della Fondazione. Una riflessione sul cinema itinerante, oggi, e qualche apertura sul futuro. http://cinemovel.tv/

 

Cinemovel nasce da un incontro, un incontro che ne genera altri, e altri ancora.

All’inizio ci sono Elisabetta e Nello. Negli anni Ottanta Elisabetta vive nelle Marche, si occupa di cultura e ristorazione, lavora all’Istituto Storico della Resistenza e collabora con Antenna 3. Sogna l’Africa, e non solo per sete d’avventura.

 

Poi si trasferisce a Ravenna, per dare vita a un mensile di costume e cultura, “Stilus”.

In provincia di Ravenna vive Nello, appassionato di cinema, animatore di cineclub e poi esercente cinematografico. Naturalmente, data la persona e gli anni, fa parte di un’associazione culturale che pubblica anche una rivista, “Yogurt”.

I due si incontrano – al cinema, e dove, se no!? – e da cosa nasce cosa…. Per esempio un viaggio in Africa… e da lì Cinemovel, il Cinemovel, come lo chiama Ettore Scola. Il progetto – l’idea, come dice Nello - attira compagni vecchi e nuovi. C’è un giornalista, di queste parti, Claudio Caprara: legami con intellettuali del Partito, e, più, con militanti sul campo. La strada per l’Africa sembra dover seguire le vie della cooperazione e delle ONG, ma Nello e Betty scelgono di restare fedeli all’idea iniziale, il cinema: e col cinema di attraversare i territori dell’impegno, incontrando persone, stringendo legami al di là di prevedibili appartenenze. In Africa e in Italia. Anche qui esistono terre dove portare il cinema - la sorpresa del cinema! – e farlo può essere una sfida, può generare incontro. E’ così che incontrano Luigi Ciotti e le terre confiscate alla Mafia… Cinemovel cresce, si moltiplicano i territori da percorrere. “Libero cinema in libera Terra” è il festival, ma soprattutto la parola d’ordine. Nasce una fondazione, sì, proprio una Fondazione, ci vuole un Presidente - non Elisabetta, che lo è sul campo - un Presidente Onorario: è lui, Ettore Scola.

 

 

 

Il Teatro e la Rivoluzione d’Ottobre: 100 anni

4 - 7 novembre 2017

 


Materiali, riflessioni e azioni sceniche per un progetto di ampio respiro dedicato al teatro negli anni della rivoluzione: un seminario di studio, due conferenze e una lettura scenica, realizzati da Fausto Malcovati, Giuseppe Battiston, Alfonso Santagata e Renata Molinari.
In collaborazione e col contributo di Fondazione Teatro Rossini di Lugo e con il patrocinio del Comune di Lugo.

 

>Laboratorio di rilegatura
condotto da Elena Pagliani

In questo nuovo workshop impareremo a costruire da zero un calendario fotografico personalizzato. La formula del calendario offre molte possibilità: dall’imparare la tecnica della rilegatura a spirale, al personalizzare le pagine con le nostre foto stampate, disegni collage, pagine di carta diversa per ogni stagione. 
Per iscrizioni: info@labottegadellosguardo.it

Sabato 2 dicembre, dalle 15 alle 18.

 

 

APPUNTAMENTI PER CHIUDERE L'ANNO...... SABATO 16 DICEMBRE ORE 17,30


 AKROPOLIS 30 GENNAIO 2018

Ti racconto uno spettacolo: Akropolis di Jerzy Grotowski

In ideale continuità con il Giorno della Memoria, Carla Pollastrelli presenta Akropolis di Jerzy Grotowski.

Akropolis è uno dei pochissimi spettacoli teatrali che hanno raccontato, in azione scenica, la verità dei campi di sterminio. Siamo in Polonia, nel 1962, il teatro incontra la Storia: e il teatro svela qui la potenza del suo linguaggio grazie a uno dei più grandi e “segreti” registi del Novecento, Jerzy Grotowski.

Martedì 30 gennaio 2018, Via Farini 23, ore 21.

 

 

 


Lunedì 12 febbraio, ore 21 Teatro Goldoni, Bagnacavallo

GIULIANO SCABIA al Teatro Goldoni di Bagnacavallo:
Il vecchio mondo si reggeva su tre balene…Viaggio di un poeta dentro il mito della rivoluzione

 Su sollecitazione e invito de La Bottega dello Sguardo e Accademia Perduta/Romagna Teatri, GIULIANO SCABIA porterà a Bagnacavallo una riflessione poetica sulla rivoluzione, in ideale continuità con il progetto realizzato nel novembre 2017 dalla Bottega in collaborazione con la Fondazione Teatro Rossini di Lugo, sul Teatro e la Rivoluzione d’Ottobre. 

 L’eccezionale appuntamento, in scena al Teatro Goldoni lunedì 12 febbraio alle ore 21, vedrà alcune soste obbligate nei testi di Scabia che avevano già a tema il mito di “questa cosa meravigliosa e tremenda che è la rivoluzione” (Diario Italiano, Visita alla prova…, Scontri generali, L’azione perfetta); la drammaturgia – come accade per altre sue azioni teatrali -  sarà un unicum, un regalo di Giuliano Scabia per il nostro presente, qui e ora.  

 Giuliano Scabia, riconosciuto come uno dei “padri fondatori del nuovo teatro italiano”, è prima di tutto e soprattutto, un poeta: dovremmo definirlo un maestro, non fosse che lui rifiuta l’appellativo, “perché solo i bambini sono maestri”. E da bambino, con i suoi riccioli bianchi, sapiente ed esigente, nella sua inesauribile fantasia, gioca con tutti i ruoli e tutte le possibilità del teatro, dalla scrittura ai cavalli di cartapesta, dalla pittura all’incanto dei filò popolari, dalle lunghe camminate in ascolto dei racconti della natura, alle azioni civili, dentro gli spazi degli scontri. 

 È protagonista e artefice del teatro vagante, “avventura terrestre e cosmica di attori in cerca del senso della vita e delle loro visioni”. 

 Col suo teatro vagante Scabia riporta la favola drammatica là dove è nata, suscitando nella memoria dei partecipanti schegge di rituali poveri e fecondi, chiamandola all’evidenza, là dove sembrerebbe impossibile, o spenta da sempre, eppur necessaria. Grande affabulatore e costruttore di drammaturgie viventi, “questo angelo della festa e della rivoluzione” continua instancabile a creare teatro, ad accenderne l’amore, a evocarne la potenza.

 Ha iniziato negli anni Sessanta, con il gruppo ‘63, Carlo Quartucci, Luigi Nono e i firmatari del manifesto per un nuovo teatro italiano, ponendo da subito – e per sempre – una domanda sulla lingua, sulla rivoluzione (le rivoluzioni) necessarie nell’arte e nella vita. 

 Dalle sperimentazioni con Luigi Nono, dalla Biennale di Venezia, approda al Piccolo Teatro di Milano, ma i suoi Interventi per la visita alla prova de “L’isola purpurea” di Bulgakov, determinano la rottura con l’istituzione teatrale: da allora Scabia uscirà dai teatri istituzionali per inventare azioni fuori dai luoghi deputati della rappresentazione. Il quartiere Mirafiori della Fiat, il manicomio di Trieste con Franco Basaglia e l’avventura di Marco Cavallo, l’insegnamento a Bologna e le azioni del Gorilla Quadrumàno nell’Appennino emiliano, luoghi e azioni che entrano di diritto non solo nella storia del teatro italiano, ma della vita politica del nostro paese. 

 Da allora si aprono, nella poesia e nel teatro di Scabia, i vari “sentieri per attori ricercanti”: Teatro con bosco e animali, Fantastica visione, L’insurrezione dei semi, Le foreste sorelle, Visioni di Gesù con Afrodite, Gloria del teatro immaginario: commedia camminante, Commedia di matti assassini.
http://www.doppiozero.com/materiali/speciale-scabia/il-poeta-che-divento-teatro
http://www.doppiozero.com/materiali/il-teatro-segreto-di-giuliano-scabia

 

 

Stefano De Matteis ci parla delle false libertà.
Lunedì, 12 marzo, ore 21

Uno sguardo antropologico sulle vere e finte comunità del presente e sulla rappresentazione quotidiana della realtà messa a confronto con i riti della tradizione e i processi della creazione artistica.

Le false libertà. Sguardi (molto) critici e (altrettanto) provocatori sull’attualità
È risaputo che tutto il mondo è teatro e che la vita quotidiana è un palcoscenico. Ma, come se non bastasse, la globalizzazione continua a ripeterci che noi tutti possiamo scegliere il ruolo che più ci piace e indossare la maschera che preferiamo. Ci dicono che negli ultimi decenni viviamo una libertà mai vista prima, perché abbiamo anche il privilegio dell’autodeterminazione. Infatti, basta ricorrere a quelle “protesi” identitarie che soddisfano i nostri desideri più impellenti: tra tecnologia all’ultima moda e jeans strappati… Viviamo l’onnipotenza di chi ha tagliato il legame con il passato, che vive l’ebrezza del consumatore sovrano che si appaga con un like e che gode del calore di numerosa comunità, tutta virtuale… ma poi quando ci si sveglia al mattino e ci si trova da soli a guardarsi allo specchio…

 

 

 

 

Lunedì, 9 aprile, ore 21, via Farini 23

Renata M. Molinari racconta il Tito Andronico di William Shakespeare e ci parla degli allestimenti del testo che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del Novecento. Riletture sulla fine dell’Impero e le barbarie del presente.
Lunedì, 9 aprile, ore 21, via Farini 23

 


Il Tito Andronico - The most lamentable romain tragedie - è la prima tragedia di Shakespeare ad essere pubblicata, nel 1594. La prima e ancora oggi di controversa attribuzione. Grande archivio per tragedie a venire (Otello, Macbeth….) il Titus è difficile da raccontare e ancora più da rappresentare: “un carro sgangherato, carico di cadaveri sanguinanti provenienti da un patibolo elisabettiano e guidato da un boia pazzo col berretto a sonagli”. ( J.Dover Wilsono, 1948)
Forse anche per questo tenta i registi e invita alle riscritture, riscritture “di genere” e riscritture che declinano i temi “storici” della tragedia in accordo e sulla spinta di processi di trasformazione sociale e politica, quando sembra necessario ridefinire le mappe geografiche, politiche e umane del nostro vivere.

“Vieni, bambina mia, vieni con me. E vieni anche tu, ragazzo. Hai gli occhi nuovi: seguiterai tu la lettura quando i miei, vecchi, tenderanno ad annebbiarsi”.
Come è possibile raccontare e ascoltare l’orrore della storia che Tito ha vissuto e contribuito a compiere? Di quella storia restano le mutilazioni, fra scempio e scherzo… così tanto per trastullarsi…
“Come posso dar forza al mio discorso se mi manca la mano per sostenerlo col gesto?”
“….Vivremo in una pantomima sinistra fino alla fine dei nostri odiosi giorni? Che faremo? Che faremo? Ecco: noi che possediamo ancora l’uso della parola….”

“Il Tito Andronico [sarebbe una pièce sui rapporti} Nord-Sud. L’argomento affronta la collisionetra la politica europea e quella dei paesi meridionali, che è concreta nel senso più sanguinario del termine, e si iscrive nei corpi senza la mediazione delle istituzioni e degli apparati. […} Chi o cosa è più sanguinario: Idi Amin o Eichmann, il coltello o il missile, l’amputazione o il genocidio? Il Tito Andronico è un dramma sui lavoratori immigrati; io credo che attualmente, nella Repubblica federale, solo i lavoratori immigrati potrebbero scrivere drammi autentici; gli altri non fanno che rimasticare l’immaginario del pubblico, sono il pubblico. L’esperienza fondamentale di ogni dramma può essere vissuta e articolata solo dagli immigrati”. (Heiner Muller, 1983)

 

 

Claudio Longhi racconta Marisa Fabbri

Giovedì 24 maggio, ore 21, via Farini 23

Il racconto di una vicenda artistica esemplare, quella di una protagonista delle scene italiane del secondo Novecento, fra teatro d'arte e impegno politico.

Marisa fabbri, protagonista delle scene italiane del secondo Novecento
Protagonista delle scene italiane del secondo Novecento, fiera sostenitrice di un teatro d'arte mai disgiunto dall'impegno politico, nel segno di Brecht, Gramsci e Lukàcs, Marisa Fabbri ha coniugato il ripensamento della tradizione del grande attore con l'adesione, mai forzata ma sincera, all'allora dominante teatro di regia. Nella sua lunghissima carriera, iniziata con feroce passione nei teatrini semi-professionali della Firenze del secondo dopo guerra, dopo la prima e determinante fascinazione ideologica per Giorgio Strehler e il Piccolo Teatro, prima esperita di sguincio e poi direttamente vissuta, è stata il più importante e intelligente alter ego artistico di Luca Ronconi. Dal successo dei Lunatici (1966) fino al Lutto si addice ad Elettra (1997) ha accompagnato la ricerca strutturalista del teatro ronconiano, elaborando una poetica e una pratica di «scrittura vivente», in cui l'analisi puntuale del verbo e dei segni si combinasse con una determinata ragione politica dell'agire in scena.

Il racconto della vicenda artistica di Marisa Fabbri significa dunque non solo confrontarsi con la storia recente dei nostri palcoscenici, dal trionfo della regia alla sua crisi, quanto anche poter riflettere sulle possibilità linguistiche del teatro e sulle sue inevitabili tangenze con il nostro vivere in comune, ossia con il nostro essere “animali politici”.

 

 

 

 

Paola Bigatto racconta Gabriella Zamparini

Martedì 5 giugno 2018, ore 21, via Farini 23


Alla ricerca della relazione che unisce l’intimo laboratorio d’attrice e lo sviluppo di una nuova lingua teatrale.

Gabriella Zamparini ha attraversato quarant’anni di teatro italiano, legando la sua carriera al regista Luca Ronconi. Quale è stato la via d’accesso di Gabriella, giovane attrice negli anni Settanta, a un teatro e in un linguaggio in via di formazione e definizione? Quale relazione tra il proprio intimo laboratorio di attrice e lo sviluppo della nuova lingua teatrale operato da Ronconi?
L’incontro propone due momenti centrali per il percorso artistico di Gabriella Zamparini: l’esperienza attorale ed esistenziale della Centaura di Andreini, quando ancora era allieva in Accademia e Ronconi era il suo insegnante, e la messa a fuoco della propria natura creativa nel Calderon di Pasolini, durante il laboratorio di Prato. L’incontro proporrà la visione di immagini rare, corredate da testimonianze relative ai due spettacoli e alla figura artistica di Gabriella Zamparini.
Si ringrazia Greta Zamparini per la disponibilità nella ricerca dei materiali.

 

 

 

Fa Bisogno : una mappa per racconti a più voci

giovedì  12 dalle ore 21:00, chistro delle Capuccine - Biblioteca Comunale Taroni

 Nuovo, raffinato ed imperdibile appuntamento scaturito dalla collaborazione tra Archivio storico comunale e La Bottega dello Sguardo.


Dal laboratorio di scrittura "Fa bisogno, tanti oggetti per un soggetto" tenutosi nel marzo scorso in Biblioteca, condotto da Renata Margherita Molinari e coordinato da Patrizia Carroli, nasce, ad hoc per la serata, un'azione drammaturgica nella splendida cornice del chiostro delle Cappuccine di Bagnacavallo.

Dalla pagina d'archivio rintracciata tra le carte della Società Filodrammatica bagnacavallese ed intitolata "Fa Bisogno" (un lungo elenco di disparati oggetti), 14 intrepidi aspiranti scrittori si sono cimentati per raccontare storie che ne comprendessero almeno qualcuno. 

Da queste Renata M. Molinari, Claudia Corona, Tatjana Motta e Riccardo Tabilio sono partiti per costruire un disegno drammaturgico che verrà presentato nel chiostro giovedì 12 luglio alle ore 21.00.

Guida narrante fra i soggetti e gli oggetti sarà MASSIMILIANO SPEZIANI, amico dell'Archivio e socio fondatore della Bottega, da poco insignito del prestigioso premio Hystrio 2018, uno tra i più importanti riconoscimenti dedicati all'arte scenica in Italia.

Hanno scritto per "Fa Bisogno": Andrea Anconelli, Alice Bassi, Francesca Benini, Giovanni Casadio, Giuditta Di Meo, Cristina Gallingani, Laura Giulianini, Ylenia Greco, Gianni Mazzesi, Raffaella Miano, Chiara Minardi, Paolo Tassinari, William Toschi e Laura Vagnoni

 

 

 

 

 

 

 

 

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