Testi e quaderni della Bottega

Testi e quaderni della Bottega

I quaderni della bottega:
quaderni a voce, quaderni a mano.

La traccia degli sguardi, delle voci,
degli incontri: per chi c’era,
per chi avrebbe potuto esserci.

Manufatti per esercitare l’ascolto,
per dar voce alle relazioni
che nutrono il fare.

Quaderni per custodire,
memorie e soprattutto
costruirle, passo dopo passo,
pagina dopo pagina.

Pagine passate di mano in mano,
per ascoltare e dire: per sederci
a parlare, anche a distanza.

Quaderno 1

Maggio 2018

I quaderni della Bottega.
La Bottega dello Sguardo è una biblioteca: uno spazio di sosta per lasciare, prendere e barattare testimonianze, esperienze e ‘oggetti’ dello spettacolo, custodire libri e tracce di eventi teatrali; dove creare occasioni di incontro e intrecciare relazioni.
È difficile trasferire sulla carta il tessuto di sollecitazioni e memorie che le danno vita, manca il tempo che scandisce questo movimento nella quiete: un tempo che produce comunità.
I quaderni vogliono essere un altro modo di sostare assieme e insieme costruire memoria.
Non la registrazione di conferenze o la trascrizione di eventi: ma il disegno del loro farsi, in un moltiplicarsi di domande e relazione: strumenti del presente, in mano al lettore.
In questo gioco di rimandi il curatore diventa il primo ascoltatore; con lui i protagonisti ripercorrono l’evento, lo integrano, lo dispongono per una visione sulla carta.
Da qui la necessità di altri compagni di lavoro, di altri fattori – testimoni chiamati a impaginare le visioni.
Bisogna trovare il tempo, sulla pagina, per accompagnare e guidare lo sguardo del lettore.
Una grande rete di saperi per un piccolo manufatto; uno spreco, forse, certo un lusso, avvertito come necessaria responsabilità verso le voci intrecciate in Bottega.
Per questo primo quaderno abbiamo scelto la serata che ha visto Elena Bucci dialogare col padre Adelmo.
“La Bottega è un’opportunità per tutti noi”, mi aveva detto Elena: non è solo questione di “fare cose assieme”, ma di rendere visibili e condividere percorsi e ragioni che sono celate nell’intimità della pratica artistica – e nella sua materialità – ma che stentano a proporsi nella loro autonoma evidenza, e necessità, e anche nella ricaduta nell’esperienza individuale e collettiva.
Il percorso artistico di Elena nel teatro è ben noto, meno lo era per noi quello del padre Adelmo nel mondo del cinema e dei suoi fruitori, ma molti ci dicevano: “dovete parlare con lui se volete sapere del cinema nel nostro territorio”.
Ecco allora il primo incontro, con la mediazione sapiente e premurosa di Elena, la visione del prezioso documentario di Riccardo Marchesini, le prime domande, il ritrarsi schivo e le affermazioni perentorie… “Ma perché poi devo dire queste cose?”
E ancora un incontro, quasi un’intervista….
Alla fine, la serata del 21 novembre 2016, che è l’inizio di questo quaderno.

Adelmo e Elena Bucci
Dialogo fra un padre matto
per il cinema e una figlia
con la passione del teatro.
Prima tappa di una
ricognizione sui luoghi
e i modi (e sui protagonisti!)
della rappresentazione
nel nostro territorio.
A cura di
Renata M. Molinari

indice
21 novembre 2016
E’ béus
il cinema di Raffaello Baldini
Una serata in Bottega
Laura Mariani
Da Non sentire il male
Elena Bucci
Il racconto di Adelmo e Elena Bucci
a cura di Laura Mariani
Gli inizi
Creare spazi, averne cura
Dialogo sul fare comunità
Insegnare
Il teatro di Elena nasce dal cinema
La ricerca delle immagini
appunti di Elena Bucci